19 Ottobre 2021
Servizio di Psicologia

Pensieri negativi che si ripropongono: come (provare a) difendersi

Dott.ssa Giannecchini, Psicologa
scritto da fanny il 30-11-2020 23:41
Perché scrivo “provare”? Perché, talvolta, diventa necessario ricorrere all’aiuto di un professionista della salute mentale: il pensiero negativo può essere intrusivo e arrivare ad occupare gran parte della giornata. Può, ancora, interferire con le normali attività della vita quotidiana e/o indurre il soggetto a mettere in atto azioni ripetitive (concrete o mentali) per ridurre l’emozione negativa esperita. Ma vediamo un po’ cosa possiamo fare quando la situazione non è quella appena descritta (il pensiero negativo non si presenta con tale frequenza, né interferisce significativamente con le attività quotidiane). Innanzitutto, vorrei darvi un’informazione che può sembrare banale, ma non lo è: la memoria è dipendente dallo stato. Che significa? Semplificando il fenomeno, possiamo dire che, quando si esperisce un’emozione negativa (per esempio la tristezza), la nostra mente farà riaffiorare con più facilità i ricordi legati ad esperienze negative (tristi) rispetto a quelle positive. In altre parole, può innescarsi un circolo vizioso: il pensiero negativo porta tristezza che, a sua volta, rievoca memorie tristi e così via. Riconoscere il meccanismo che sta prendendo piede può essere un primo passo per ridurre l’impatto che questo ha su di noi.
In seconda istanza, imporci di non pensare a quella determinata cosa non serve, anzi! Provate a non pensare ad un elefante rosa! Ecco… Fatto? Scommetto che quel maledetto si è subito presentato nella vostra mente. Curioso, no? Eppure funziona proprio così: cercare di non pensare a qualcosa è il modo migliore per portare l’attenzione sulla cosa stessa (cercare di tenere un pensiero sotto controllo sensibilizza la mente verso il pensiero che si vuole sopprimere). Quindi, se abbiamo pensieri negativi, la cosa migliore si rivela proprio quella di accogliere il pensiero stesso per, poi, cercare di focalizzare la nostra attenzione su altro.
La Mindfulness è una tecnica che si basa sul prestare attenzione al presente in maniera non giudicante; vale a dire “fare attenzione unicamente a ciò che possiamo percepire con i nostri sensi, nel qui ed ora”. All’inizio può risultare difficile, ma sarà sufficiente fare un po’ di pratica, sotto la guida di un professionista, per ottenere importanti benefici. A mano a mano, inizierete a vedere i vostri pensieri come un qualcosa di oggettivo ed esterno a voi: il pensiero arriva e viene accolto, ma non ci si sofferma su di esso e se ne va. Imparare ad accettare l’esistenza del pensiero è un passo fondamentale nella gestione dei pensieri negativi intrusivi.
Ricordo, infine, che la nostra mente elabora più velocemente e più facilmente gli stimoli minacciosi e negativi rispetto a quelli positivi e lo fa per ragioni evoluzionistiche: i nostri antenati avevano un estremo bisogno di evitare le minacce per garantirsi la sopravvivenza. Pensare positivo richiede uno sforzo da parte nostra, che dite? Ci proviamo?


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